Scopri la newsletter di Biorepack

Un nuovo canale per comunicare con il pubblico.
“Biorepack - dice il presidente Marco Versari - è un progetto concreto di economia circolare che pone l’Italia all’avanguardia nel campo del riciclo biologico della frazione organica dei rifiuti urbani e dei materiali compostabili assimilati”.

Un nuovo canale per comunicare con il pubblico.
“Biorepack - dice il presidente Marco Versari - è un progetto concreto di economia circolare che pone l’Italia all’avanguardia nel campo del riciclo biologico della frazione organica dei rifiuti urbani e dei materiali compostabili assimilati”.

Promuovere il riciclo delle bioplastiche compostabili operando di concerto con tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini ai Comuni alle società di servizi fino ai gestori degli impianti di trattamento, in una sinergia che genera benefici per l’ambiente, il clima e l’economia. È la missione di Biorepack, il consorzio a oggi costituito da oltre 200 imprese, che sceglie ora di aprire un nuovo canale di comunicazione con la sua vasta platea attraverso questa newsletter.

“Biorepack - dice Marco Versari, che ne è il Presidente - è un progetto concreto di economia circolare che pone l’Italia all’avanguardia nel campo del riciclo biologico della frazione organica dei rifiuti urbani e dei materiali compostabili assimilati. Questa newsletter nasce con l’obiettivo di farci conoscere, di stabilire collaborazioni, raccontare le iniziative in corso e quelle future, condividere buone pratiche, raccogliere opinioni e fornire approfondimenti, in ultima analisi creare valore condiviso con gli stakeholder della pubblica amministrazione, i policy maker e gli enti governativi”.

Riconosciuto con decreto ministeriale del 16/10/2020, Biorepack è l’unico consorzio al mondo dedicato agli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile certificati secondo la norma armonizzata EN 13432, che possono essere avviati a riciclo organico assieme alla frazione umida domestica dei rifiuti e trasformati in compost dopo trattamento industriale.

Il suo obiettivo è quello di consentire alla filiera delle bioplastiche la migliore gestione del riciclo organico promuovendo l’adeguato conferimento degli imballaggi da parte dei cittadini nella raccolta differenziata dell’umido domestico e la loro corretta etichettatura e riconoscibilità. Il riciclo organico consente di produrre il compost, un terriccio fertile utile per combattere la desertificazione e l’erosione del suolo e per ridurre le emissioni di gas serra.

Il 22 ottobre 2021 Biorepack ha sottoscritto l’accordo con ANCI per lo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclo organico dei rifiuti di imballaggio in bioplastica compostabile.
“A oggi sono oltre 300 le richieste di convenzione pervenute nell’ambito dell’accordo, per circa 4000 comuni italiani. Uno straordinario successo se si pensa che, a poco più di un anno dall’avvio dell’operatività, è stato raggiunto oltre il 56% della popolazione. Il Consorzio è proiettato a pervenire velocemente alla copertura integrale del territorio, attivando tutti gli strumenti a supporto della raccolta differenziata e del riciclo degli imballaggi in bioplastica compostabile, compresi quelli della comunicazione”, dichiara Gino Schiona, direttore generale di Biorepack.

La filiera degli imballaggi in bioplastica certificata apporta contributi su più livelli: propone un innovativo modello che coniuga la responsabilità estesa del produttore alla circolarità dei flussi di materia attraverso l’utilizzo di risorse rinnovabili non in competizione con l’alimentazione umana, razionalizzando l’uso delle materie prime, limitando la produzione di rifiuti indifferenziati destinati allo smaltimento e, infine, generando sviluppo economico, sociale e ambientale.

L’estrema dinamicità e i margini di crescita del settore bioplastiche sono stati certificati dai dati diffusi da Plastic Consult: nel 2020 si contavano in Italia 278 aziende del comparto, contro le 143 del 2012, suddivise in produttori di chimica e intermedi di base, produttori e distributori di granuli, operatori di prima trasformazione, operatori di seconda trasformazione. Nello spazio di otto anni il numero di dipendenti delle imprese del settore è passato da 1.280 a 2.775, mentre il fatturato totale è salito da 367 a 815 milioni di euro, con un tasso di crescita media annuale superiore al 10%.